giovedì 27 settembre 2012

Cosa sono e a cosa servono le Campane Tibetane

Cosa sono e a cosa servono
le Campane Tibetane

Nella tradizione popolare, in Italia ed in Europa siamo abituati a sentire le Campane suonare, spesso sono motivi di festa, di giubilo, piuttosto che di pericolo o di annunciazione di lutti, vi è una lunga serie di poesie, sonetti e canzoni inerenti tali argomenti.
Per quanto attiene invece le Campane tibetane, facente parte di tradizioni ed usi orientali, occorre porre vari distinguo.
Esse provengono dall’Area sud-est Asiatica, Himalayana, principalmente da paesi quali Tibet, Nepal, India, Mongolia, Giappone, Vietnam, etcc
Le campane tibetane sono definite campane statiche o a terra, il loro suono è composto da una lunga e intensa vibrazione poliarmonica.
Sono composte da 7 metalli (oro, argento, ferro, rame, piombo, stagno, mercurio) o in Quarzo.
Possono avere disegni e/o incisioni raffiguranti dei Mantra (ad es. Om Mani Padme Hum),  disegni astratti, simboli dei Chakra, etc.    
Possono avere un diametro che va dai 5 cm ai 60 cm.
Per la manifattura, in antichità si impiegava una settimana; ora, in  seguito all’invasione della Cina, con le moderne tecniche, un giorno.
Per i Monaci tibetani, le campane rappresentano l’unione del divino con la terra, ma esse vengono utilizzate per molteplici scopi, quali mangiare, bere, chiedere offerte, curare, etc.
Il loro suono ci circonda, ci attraversa e ci fa vibrare
Le vibrazioni prodotte dalle campane tibetane stimolano le cellule, le molecole; il suono entra nel corpo non solo dall'orecchio, ma da tutte le dimensioni vibrazionali, uditive e non.
Il suono prodotto da queste Campane è un fluido magnetico che percorre ed avvolge il corpo, come le onde del mare.
Si avranno diverse sensazioni: di un massaggio delicato,  di estasi, oppure si avvertirà lo stimolo di uno stadio di meditazione profonda.
La vibrazione emessa dalle Campane, produce un ventaglio di frequenze che va  a risvegliare le zone corporee più silenti, zone in cui si trovano  muscolature, nervature contratte per effetto di stress differenti (es. origine psicosomatica, o traumatologica).
Queste muscolature possono perdere elasticità,  pertanto, la capacità di essere in risonante armonia con l'intero organismo e con l’Universo,  risulterà cronicamente compressa.
Un primo riscontro che si otterrà con il Massaggio Armonico-Vibrazionale con le Campane Tibetane®,   avviene sul rilassamento mentale.
Immediatamente dopo il primo trattamento, il mix di suoni e vibrazioni ci porterà in una dimensione sconosciuta, ma molto gradevole.
Questo  è l’effetto del rinnovamento della VIBRAZIONE UNICA.
Il secondo riscontro avviene sulla qualità del sonno, che ritorna (eliminando  disturbi neurovegetativi) rigenerante.
 Avremo così, una forma di rilassamento più intimo e profondo.
©2012 Guido Parente. SIAE 2012. All rights reserved
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mercoledì 26 settembre 2012

Domande sulla Pranoterapia - Guido PARENTE




Domande sulla Pranoterapia
Guido PARENTE

Sensazioni dopo un trattamento di pranoterapia
Spesso le persone che vengono a fare una seduta/trattamento di pranoterapia mi chiedono informazioni su che genere di sensazioni possono avere.
Ebbene le sensazioni sono diversificate a seconda dell’approccio che le persone stesse possono avere con il terapeuta e nei confronti di sé stesse.
Sappiamo tutti che il primo approccio, l’imprinting è determinante e fondamentale, su esso si basa la fiducia o meno, l’affidarsi o il ritrarsi, il desiderio di guarigione/stare meglio.
Nel momento in cui l’imprinting è favorevole/ positivo, io mi affido, affido la mia malattia, il mio bisogno di stare bene nelle “mani”, ed in questo caso, con la pranoterapia, proprio di questo parliamo, nelle mani del terapeuta.
Di sensazioni se ne possono avere diverse, mi spiego meglio: sensazioni di leggerezza, di freddo, di grande calore ove sono appoggiate le mani, ma anche vibrazioni, solletico, correnti elettriche, odori, visualizzazione di colori…
Si possono altresì avere necessità impellenti di andare in bagno, (di fare pipì)  perché con il trattamento si hanno degli effetti di liberazione di tossine, ed uno dei sistemi più rapidi che il corpo umano conosce, per poterlo fare è attraverso la minzione ed il sudore.
In altre situazioni, se la malattia è costituita da un’infiammazione (es. tendinite, epicondilite, artrite) si potrebbe verificare un’acutizzazione del dolore,  per scendere in seguito, in un rapido abbassamento del dolore stesso.
Sicuramente vi sarà una modificazione nel nostro corpo, nell’area delle sensazioni, torpore, senso di leggerezza, sonnolenza, oppure un elevato desiderio di movimento, di benessere.
Grazie all’effetto di “sblocco bio-energetico” si rimettono in movimento energie sopite, processi disattivati non solo fisicamente, ma anche, molto spesso a causa di  un fattore psico-somatico.
Per la Medicina Tradizionale Cinese, per esempio, la riattivazione dei Meridiani, ripristina la comunicazione dei canali tra mente-spirito-corpo generando reazioni diversificate, quali tosse, pianto liberatorio, irrequietezza, desiderio di movimento, etc

La tempistica
Questa è un’altra domanda che mi viene spesso rivolta, “dopo quanto tempo avvertirò qualcosa?”
Ebbene, per la mia esperienza,  il tempo di azione all’interno del nostro corpo dopo una seduta di pranoterapia, va da un’ora a 24 ore.

Le Sensazioni del Pranoterapeuta
Questa è un’altra grande curiosità…
Essendo io una persona curiosa ed affascinata dal mondo olistico, mi metto nei “panni” di coloro che non possiedono il “dono” e cerco con termini semplici di cercare di tradurre le mie sensazioni.
Nel mio caso di pranoterapeuta, dicevo, le mie mani mi trasmettono calore, freddo e vibrazioni.
Alla luce di tanti anni di  esperienza, queste sensazioni si decodificano in:
-          Calore: che  può essere infezione, infiammazione, ciclo
-          Freddo: che significa blocco energetico, ma anche una memoria di un trauma passato, che rimane e perdura nel nostro corpo
-          Vibrazione/i: ciclo, diverticolite, depressione

Ulteriore quesito è: “ma il pranoterapeuta non rischia di prendersi qualcosa?”
Alle volte si e alle volte no, ovviamente, poiché anche il pranoterapeuta è una persona umana, se malato non può esercitare alcuna attività bio-energetica, perché in tal caso è esposto alla malattia, qualunque essa sia, inoltre, somministrare troppi trattamenti non è salutare

Vi sono varie tecniche di protezione, che spesso miei colleghi, per non-curanza e per eccessiva fiducia in sé stessi non prendono  in considerazione, e questo è un grave errore!
Quando trattiamo i pazienti per la nostra tranquillità biologica e per eliminare impurità o  energie negative è necessario prendere alcune misure di protezione, quali:
*        Lavarci le mani, prima e dopo ogni terapia;
*        Bere acqua;
*        Recitare un mantra/preghiera prima, durante ed alla fine del trattamento;
*        Passeggiare a piedi nudi sull'erba, infatti, il contatto con la Madre Terra, scarica gli elementi negativi e ci ricarica;
*        Appoggiarci con la schiena ad un albero, attraverso le radici, a sua volta, l’albero scaricherà la negatività sulla Madre Terra;
*        Visualizzare un Uovo, luminoso, bianco o dorato che ci avvolge interamente e ci protegge;
*        Dopo la doccia passare del sale fino sul corpo;

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